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GRU>ARCHIVIO>ABSTRACT>Modesti Chiara - I dipinti su tela conservati in ambiente ad umidità relativa elevata: sperimentazione sugli adesivi sintetici per la foderatura e sugli schermi per la protezione del retro. Il caso dell’Adorazione dei pastori proveniente dal santuario del SS. Crocifisso a Fontelucente*
Tale progetto di tesi nasce dalla necessità di studiare ed individuare possibili accorgimenti, utili a contrastare l’inevitabile degrado dei dipinti su tela, causato dalla costante esposizione ad elevati livelli di umidità relativa. La problematicità di non poter agire direttamente sulle condizioni microclimatiche dell’ambiente conservativo, ha fatto focalizzare l’attenzione sia sui materiali di restauro, sia sulle accortezze da prendere in fase di ricollocazione.
L’Adorazione dei pastori, dipinto su tela del XVIII secolo, è stato preso come caso studio, in vista del restauro e della sua ricollocazione all’interno del santuario del SS.Crocifisso a Fontelucente, da cui proviene. Infatti il problema principale è costituito dalla chiesa stessa, la cui peculiarità consiste nell’avere all’interno una fonte d’acqua, venerata per le sue presunte proprietà miracolose; è proprio l’acqua la principale causa dell’elevata umidità relativa che raggiunge una media dell’87%.
Lo stato conservativo dei dipinti su tela situati all’interno della chiesa è risultato fortemente compromesso, la maggior parte di essi era interessato da un massiccio attacco fungino che pregiudicava la lettura della pellicola pittorica e la loro stessa conservazione.
A causa dell’estrema situazione microclimatica è sembrato opportuno effettuare il monitoraggio dei parametri termoigrometrici dell’interno della chiesa, per avere un quadro generale dell’andamento delle variazioni di temperatura e umidità relativa nelle diverse stagioni.
Inizialmente, proprio tenendo conto delle condizioni conservative, si è ritenuto necessario uno studio sperimentale dello sviluppo microbiologico di alcuni comuni adesivi impiegati nel restauro (la colla di pelli1, la colla pasta2, il Plexisol P5503, il Plextol B5004, il Plextol D3605, una miscela di Plextol B 500+Plextol D360+Klucel G6 , il Beva 3717 ). Essi sono stati applicati sia su una tela naturale di lino sia su una sintetica di poliestere (Ispra) e sono stati posti all’interno di una camera umida ad un’elevata percentuale di umidità relativa, osservandone poi la crescita fungina.
Una volta esclusi gli adesivi naturali, in quanto maggiormente suscettibili ad un attacco microbiologico, si è proceduto con un ulteriore studio sperimentale sugli adesivi da utilizzare per la rintelatura dell’opera in questione, in quanto dopo la rimozione della vecchia foderatura a colla pasta, una delle principali cause del biodeterioramento, il dipinto necessitava di un ulteriore supporto. Perciò sono stati realizzati alcuni provini, utilizzando come adesivi tra la tela di lino (a simulare la tela originale) e la tela Ispra (a simulare la tela da rifodero), il Beva 371, e la miscela di Plextol B500+Plextol D360 con o senza Klucel G. Per quanto riguarda la miscela di Plextol, sono state impiegate diverse modalità di applicazione (a spruzzo e mediante uno schermo di monomesh) e di riattivazione dell’adesivo (a solvente, a calore e a umido8). Una volta realizzati i provini, metà di essi sono stati sottoposti ad alti livelli di umidità relativa, all’interno della camera umida. In seguito il test di peeling ha messo in risalto un interessante risultato, infatti si è riscontrato che l’umidità relativa influenza il potere adesivo, ed inoltre vi è un comportamento completamente opposto tra il Beva 371 e il Plextol.
Successivamente si è posta l’attenzione su come attenuare l’azione dell’umidità relativa dopo la ricollocazione in situ. Per questo sono stati testati diversi tipi di materiali (Gore-Tex Laminate9 , PhaseTex10, Save-Tex Feltro11, Sympatex12, Evolon13, Swins14, Carton Plume15, Tyvek16, TNT 8417 e sughero18) da poter porre sul retro del dipinto come schermi protettivi; con la prerogativa fondamentale che non fossero isolanti, ma traspiranti, in modo da evitare fenomeni di condensa. Dopo una prima sperimentazione servita ad individuare il comportamento più o meno schermante dei singoli prodotti sottoposti a repentine variazioni di umidità relativa UR%19, si sono identificati i materiali più confacenti alla condizione ambientale suddetta, e su questi è stata effettuata un’ulteriore sperimentazione simulando la situazione reale costituita dal sistema opera-schermo, mediante l’impiego di modellini di tele dipinte e verniciate. In quest’ultimo caso si è misurata la percentuale di umidità relativa permanente all’interno dell’intercapedine, tra il retro della tela e lo schermo, durante gli improvvisi cambiamenti igrometrici.
Infine, tenendo conto dei risultati delle sperimentazioni, è stato realizzato il restauro dell'opera, il quale ha previsto, dopo la rimozione meccanica delle muffe, l’intervento di pulitura, di fermatura e consolidamento, di sfoderatura, di risanamento del supporto originale, di foderatura, di stuccatura, di integrazione pittorica e di verniciatura. Inoltre è stato redatto il progetto di ricollocazione in cui, tra i vari accorgimenti, si prevede la schermatura del retro dell’opera.



* Tesi di diploma equiparato a laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali (classe LMR- 02) conseguita presso la SAFS dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, a.a. 2014-2015. Relatore coordinatore: Chiara Rossi Scarzanella; relatori: Roberto Boddi, Marco Ciatti, Luigi Orata, Isetta Tosini.


1 È stata impiegata la colla di pelli fatta rigonfiare in acqua in rapporto 1:10.
2 È stata impiegata la colla pasta fiorentina tradizionale.
3 Plexisol P550, è una resina acrilica termoplastica a base di n-butilmetacrilato; commercialmente si trova in soluzione al 40% in benzina 100/140°C. Il nome commerciale è Degalan.
4 Plextol B500, è una resina acrilica in dispersione acquosa con proprietà termoplastiche; il polimero contiene il 60% di etilacrilato e il 40% di metilmetacrilato.
5 Plextol D360, dispersione acquosa di un polimero acrilico termoplastico costituito da metilmetacrilato ed etilacrilato, con un contenuto solido di circa il 50%.
6 Klucel G, idrossipropilcellulosa, è un etere della cellulosa non ionico. È stato impiegato come addensante nella miscela di Plextol B500+Plextol D360.
7 Beva OF 371 è l’acronimo di Berger etilen-vinilacetato.
8 In quest’ultimo caso è improprio parlare di riattivazione in quanto l’adesivo è stato utilizzato a umido.
9 Gore-Tex Laminate, membrana di politetrafluoroetilene (PTFE) espanso microporoso applicato su un supporto di poliestere non tessuto.
10 Phase-Tex, membrana impermeabile traspirante composta da un poliestere modificato chimicamente e accoppiato a un supporto tessile non tessuto. (Phase).
11 Save-Tex Feltro, membrana di politetrafluoroetilene espanso, laminata su feltro in poliestere. (Bresciani).
12 Sympatex, membrana di poliestere non laminata a tessuto. (Antares).
13 Evolon, tessuto non tessuto in microfibra, composto da microfilamenti di poliestere e poliammide. (Deffner & Johann).
14 Swins, tessuto non tessuto 100% poliestere accoppiato a una membrana in poliuretano traspirante. (CTS).
15 Carton Plume, pannello di schiuma di poliuretano espanso racchiuso tra due strati di cartoncino.
16 Tyvek, tessuto non tessuto costituito dal 100% di polietilene. (Deffner & Johann).
17 TNT 84, tessuto non tessuto costituito dal 30% di poliestere e dal 70% di viscosa. (CTS).
18 Sughero, prodotto naturale molto stabile e resistente, in quanto è inattaccabile da muffe, insetti e roditori.
19 Le variazioni di UR% sono state ottenute con l’impiego di soluzioni sature di sali (cloruro di bario aumento dell’UR%, cloruro di magnesio diminuzione dell’UR%).


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